La Medicina Osteopatica. Origini e Principi Applicativi

18.09.2020

A cura del Dott. Claudio Tedesco

Molte persone non conoscono l'osteopatia e per una certa assonanza con la parola suppongono che si tratti di qualcosa che ha a che fare con le ossa. Vero, ma solo in parte. Ignoranza e diffidenza sono spesso gli elementi che banalizzano questa meravigliosa scienza medica manuale codificata più di cento anni fa da Andrews Taylor Still.

Il fondatore dell'osteopatia era un medico di frontiera del Kansas nato nel 1828, spinto dalla curiosità di capire i meccanismi che legano le funzioni del corpo umano iniziò un percorso di studi finalizzato a capire la causa e l'effetto dei vai sistemi ed apparati del nostro organismo.

L'osteopatia è una medicina manipolativa che nella sua modalità di cura tiene conto della globalità e della complessità dell'individuo e soprattutto del delicato equilibrio psicofisico necessario al mantenimento dello stato di salute.

L'azione investigativa dell'osteopata parte dall'anamnesi presente e remota del paziente e dallo studio dei referti clinici, poi si passa all'osservazione della postura e quindi all'applicazione dei test per valutare l'efficienza di muscoli, articolazioni, visceri e sistema nervoso. Al termine di una attenta valutazione del paziente l'osteopata individua un percorso di trattamento che tenga conto di tutti i risultati raccolti e sceglie la tecnica manuale più appropriata per ogni paziente.

Il ragionamento osteopatico e la capacità di sintesi rappresentano il risultato finale della valutazione clinica, la comprensione di come una fisiologia alterata possa riflettere sull'apparato locomotore o anche in altri distretti corporei che apparentemente non sembrano essere in relazione con il motivo di consulto o con la sintomatologia che manifesta il paziente.

La filosofia osteopatica si basa su alcuni princìpi condivisi:

  • la nozione di unità dinamica del corpo umano che ne rappresenta un punto cardine;
  • l'autoguarigione che caratterizza qualsiasi individuo;
  • la correlazione reciproca tra struttura-funzione, vale a dire l'affermazione che tutte le anomalie strutturali possono portare ad una malattia funzionale e successivamente organica, e dunque sono da indagare perché una sofferenza articolare può portare nel tempo anche ad una patologia viscerale o viceversa;
  • Il concetto dell'arteria suprema, ovvero che il sangue è il mezzo di trasporto di tutti gli elementi e permette e assicura il mantenimento dell'omeostasi cellulare e quindi dello stato di salute. Di conseguenza ogni perturbazione del flusso sanguigno arterioso, con conseguente stasi ed ischemia nelle zone irrorate (sia in loco che a distanza), predispone il terreno all'instaurarsi della malattia. Anche il sistema nervoso autonomo gioca una parte cruciale nell'affermazione di questo principio dell'arteria suprema, perché è proprio il SN che controllare i fluidi del corpo.

Dott. Claudio Tedesco

Osteopata D.O. - M.R.O.I.