Extrasistoli Ventricolari nello Sportivo

11.05.2020

A cura della Dott.ssa Marta Rizzo

ARGOMENTI DI MEDICINA DELLO SPORT PER GLI SPORTIVI

I principali argomenti di medicina e cardiologia dello sport affrontati in modo semplice e comprensibile per i non addetti ai lavori, prendendo spunto dalle domande che vengono comunemente poste al Medico dello Sport.

LE EXTRASISTOLI VENTRICOLARI NELLO SPORTIVO

- ... LE EXTRASISOLI CE L'HANNO TUTTI!

Questa è un affermazione che sento quasi quotidianamente nel mio studio, soprattutto ogni qual volta esprimo la necessità di fare esami di secondo livello (ecocardiogramma, Holter ECG)

1. Ma cosa sono le extrasistoli?

2. Sono davvero così frequenti?

3. Che significato hanno?

4. Sono compatibili con l'attività sportiva agonistica?

1. Cosa sono le extrasistoli?

La parola "extrasistole" identifica un battito anomalo che nasce in un punto del miocardio diverso da quello del nostro pace maker fisiologico e va ad interrompere il ritmo normale, ovvero sinusale. La principale classificazione delle extrasistoli riguarda la sede in cui questi battiti originano: sopraventricolari quando la loro origine è nel miocardio atriale o ventricolari quando originano dal miocardio ventricolare

Le extrasistoli sopraventricolari vengono comunemente considerate "meno pericolose" rispetto a quelle ventricolari che generano più spesso sospetto di malattia (questa considerazione è valida sia per i medici sia per gli sportivi che spesso, per esperienza personale o di amici/parenti, hanno avuto a che fare con il problema)

In effetti, semplificando molto, possiamo dire che le extrasistoli ventricolari sono un problema di frequentissimo riscontro in ambito medico-sportivo che, più spesso delle sopraventricolari, creano problematiche di interpretazione e valutazione, nonché maggiore apprensione nello sportivo al quale vengono riscontrate.

Proviamo a fare un po' di chiarezza cercando di rispondere alle domande 2-3-4

2. Sono davvero così frequenti?

Si, le extrasistoli ventricolari sono frequenti. Si stima che abbiamo una prevalenza del 75% nelle registrazioni Holter 24h di soggetti sani. La stessa prevalenza è verosimilmente quella della popolazione sportiva amatoriale.

La visita medico sportiva molto frequentemente evidenzia la presenza di extrasistoli ventricolari nell'ECG a riposo e/o sotto sforzo e/o nel recupero in sportivi asintomatici e ben allenati. A volte vengono percepite dall'atleta per lo più come la sensazione di un "battito mancante" o come la necessità di fare un "respirone" o un colpo di tosse. Meno frequentemente, quando le extrasistoli sono frequenti e/o ripetitive vengono riferite come "palpitazioni".

3. Che significato hanno?

Il significato delle extrasistoli ventricolari può essere completamente diverso a seconda delle caratteristiche delle stesse.

E' importante dire subito che nella maggior parte dei casi le extrasistoli ventricolari non sono espressione di malattia, ma sono un fenomeno benigno che non mette a rischio la salute e la vita dello sportivo

In passato si riteneva che il numero delle extrasistoli nelle 24 fosse un parametro importante nella valutazione del rischio tanto che nel 2006 l'European Society of Cardiology propose di escludere dalla attività agonistica atleti con più di 2000 extrasistoli ventricolari all'Holter, anche in assenza di patologie strutturali del cuore.

Attualmente i criteri sono cambiati e sappiamo che la numerosità delle extrasistoli non è di per sé un criterio di malignità delle stesse e quindi di "malattia cardiaca". Ci sono forme benigne di extrasistolia ventricolare che si manifestano anche con oltre 10.000 extrasistoli nelle 24 h!

Al contrario anche un numero limitato di extrasistoli ventricolari può essere espressione di una patologia strutturale o elettrica o vascolare del cuore, anche potenzialmente letale

Senza entrare troppo nei dettagli tecnici, i criteri di valutazione delle extrasistoli ventricolari sono:

1. la loro morfologia (che indica la sede di origine),

2. il punto del ciclo cardiaco in cui si manifestano (precoci o tardive) ,

3. la presenza di forme complesse (ovvero le extrasistoli che si presentano in coppia, in tripletta o in cluster di maggiore durata),

4. il rapporto con l'attività sportiva (le extrasistoli che sono presenti a riposo e che scompaiono sotto sforzo sono in genere benigne, al contrario le extrasistoli che sono indotte dallo sforzo sono più frequentemente associate a malattia cardiaca)

5. le caratteristiche strutturali e funzionali del cuore ( "cuore sano" o cuore con patologia strutturale)

6. l'età a cui si manifestano (nei bambini e adolescenti anche 1 sola extrasistole non può essere sottovalutata)

7. La risposta al detraining: le extrasistoli che si riducono significativamente o scompaiono in 3-6 mesi di sospensione della attività sportiva hanno in genere un significato benigno

Va da se che per avere un quadro completo dell'extrasistolia è necessario eseguire l'Holter ECG delle 24 ore con seduta di allenamento, il Test da sforzo massimale e l'Ecocardiogramma. Sulla base di questi esami (detti di II livello cardiologico) è in genere possibile discriminare le extrasistoli benigne da quelle che rappresentano l'espressione di una malattia. In alcuni casi sarà necessario eseguire esami ancora più approfonditi (RMN cardiaca, TC coronarica, Studio elettrofisiologico, test genetici...) per arrivare ad una diagnosi definitiva.

Talora, quando gli esami strumentali non evidenziano patologie organiche ma si vuole chiarire definitivamente la natura benigna delle extrasistoli, si ricorre al detraining, ovvero si fa sospendere l'attività sportiva per 3-6 mesi (un vero dramma per lo sportivo, ma a volte necessario!). La scomparsa delle extrasistoli depone per la loro benignità.

4. Sono compatibili con l'attività sportiva agonistica?

La riposta appare dunque semplice.

Se gli esami di II livello (ed eventualmente di II livello) evidenziano una patologia elettrica o strutturale del cuore la sospensione o le restrizioni alla attività sportiva agonistica verranno definite in base ai protocolli cardiologici attuali e lo sportivo sarà inviato al percorso clinico- terapeutico necessario.

Se al contrario gli esami non documentano una patologia, le extrasistoli ventricolari sono compatibili con l'attività sportiva anche agonistica, sempre sotto controllo del medico specialista che definirà le modalità e la tempistica dei successivi controlli.

TAKE HOME MESSAGE

Quindi, cari sportivi di ogni età, ordine e grado, quando il Medico dello Sport vi dice che ha riscontrato extrasistoli ventricolari non dite: "ma le extrasistoli ce l'hanno tutti!"

Gli esami di II livello (Test da sforzo massimale, Holter ECG 24h, Ecocardiogramma) sono necessari per comprendere il significato delle vostre extrasistoli e per potervi rassicurare sulla loro compatibilità con o sport ma soprattutto sullo stato di salute del vostro cuore!